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La grande guerra dei continenti

Partendo dalla preistoria, in questo caso le origini di Russia e America, vediamo chiaramente da una parte un impero immenso con dei sovrani e dei servi, dall’altra indiani cacciati nelle riserve da cowboys sopra e popoli stupefacenti in tutti i sensi ma non di gran cultura sotto. Poli polari opposti, da una parte una potenza di terra con il potere accentrato nelle mani dello zar (una tellurocrazia) e dall’altra nessun sovrano ma tante regioni spartite e una forte discriminazione nei confronti dei servi importati dall’Africa. L’anelito alla liberazione ha portato alla nascita degli Stati Uniti d’America e di quella che viene chiamata democrazia, il cui primo presidente fu un massone di nome George Washington.

La massoneria impone il mondo? Azzardo a dire che c’entra qualcosa sia con la nascita degli Stati Uniti sia con la perpetrazione della narrativa covidiana appannaggio dei covidioti?

Tant’è che con l’attuale situazione di guerra vigente tra Russia e Ucraina vien da chiedersi se questa « democrazia » americana ricca di uccisioni di avversari politici a colpi di pistola (da Lincoln a Kennedy) o brogli e situazioni montate dai democratici (Robert Nixon con il Watergate indiscutibilmente) non sia artefice di più grossi colpi da cowboy con armi più evolute.

Se è vero e dimostrato tramite le email esposte da Trump che i Clinton finanziavano e intrattenevano rapporti con la Fratellanza Mussulmana, vediamo che in Medio Oriente come prima in Iraq e Afghanistan tutto è stato provocato. Appare così evidente che sta accadendo la stessa cosa in Ucraina, in un grande disegno messo a punto da anni da espletare grazie alla NATO, l’organizzazione atlantica che si sarebbe dovuta sciogliere col patto di Varsavia.

Se la guerra fredda era finita, perché tenere in piedi quel mostro armato? Che esigenze di intervento ci sarebbero mai potute essere? Nessuna in buona coscienza, se non si fosse oltrepassata una linea rossa, uno Stato che per la sua posizione e la sua vecchia appartenenza a un blocco non si sarebbe dovuto illudere sul cambiare completamente bandiera.

Zelensky é un criminale pericoloso ad invocare una no fly zone, e lo definisco così e non un pazzo perché il suo disegno da fantoccio degli Stati Uniti auspica un coinvolgimento di tutta l’Europa al fianco della padrona di democrazia che sarebbe l’America. La narrativa propagata dai media è poi sempre la stessa, ci sono buoni e cattivi ma li decidono loro tramite il lavaggio mentale, dunque chi non la pensa così è pazzo come Putin.

Benissimo, io sono pazza, niente di nuovo…. Ma intanto con generosità condivido anche qua la mia tesi di laurea magistrale su quel « pazzo » di Alexander Dugin, teorico di Putin (è in inglese e ho tradotto dei testi inediti dal russo). Siamo di fronte alla fine escatologica di cui parla, ma la stessa bandiera russa ci spiega che stavolta sarà diversa da quella del Medio Oriente: l’Aquila che si avvicina al sole nel suo volare altissimo, racchiude in sé Giorgio che a cavallo trafigge il Drago. (Sia l’antipapa Francesco che il rettiliano premier Draghi hanno legami con la massoneria…)

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